Poco più di niente 

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Poco più di niente 

E’ dura scoprire che siamo degli imbranati, che abbiamo i nostri lati deboli, le nostre fragilità. “Eppure, – pensiamo – qualcosa di buono lo abbiamo fatto”. Ma del bene fatto, delle cose buone non si ricorda nessuno, quel che tutti ricordano è quando sbagliamo, quando commettiamo qualche ingenuità qualche sciocchezza. Come diceva San Giovanni Bosco: “Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce.” Ed è proprio così! Le notizie più discusse, più riportate sono le cattive notizie, i sospetti, gli intrighi, gli scandali.

Uno si guarda indietro e rivede l’enorme quantità di sciocchezze che ha compiuto, poi, cerca di andare controcorrente e di notare le volte che ha sentito dentro la gioia per qualcosa di buono compiuto, e quelle volte sono più numerose e ripagano di tanta ingiustizia.

Perché essere buoni, o meglio, credere nella bontà non ha senso in un mondo senza domani. Spesso chi persiste, almeno esternamente, lo fa per convenienza sociale e pratica.

E’ dura ammettere che valiamo poco più di niente, o niente, ed il valore che abbiamo non viene da noi stessi ma da quel che siamo in origine e nel fine personale, unico.

E’ questo che va compreso e ricercato. Altrimenti la vita è illusione o disperazione, per come uno sa mentire a se stesso o intestardirsi nella propria immagine nell’acqua.

 

Remo Rosati

15 Dicembre 2020

 

L’autore Remo Rosati si riserva ogni diritto sui brani contenuti sul sito e da lui firmati

 

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