Le stesse parole

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Le stesse parole

Lungi da me l’idea di pensare di avere delle risposte, quel che ho sempre saputo fare sono le domande, però certamente posso dire quel che vedo, sento e provo, come uomo tra gli uomini, come cristiano tra i cristiani, nei miei limiti e nelle mie mancanze, senza bisogno nemmeno di dover rimarcare questo, essendo palese a priori quanto un uomo è e può fare da se stesso. Viene un momento in cui le si vorrebbero delle risposte, non perché le meritiamo, o perché abbiamo raggiunto qualcosa, ma proprio perché ci rendiamo conto che siamo sempre sullo stesso pezzo di strada, un po’ come con la lingua straniera studiata a scuola, di cui conserviamo sempre quel tanto di scolastico che abbiamo appreso. Noi pensiamo che sia determinante il nostro approccio col resto dell’umanità, magari passando attraverso le vie di comunicazione che il mondo offre, eppure sale a volte il dubbio che a quei sette miliardi di persone, con aggiunti tutte quelli vissuti e che vivranno, non ci arriviamo con i mezzi in uso, ma passando attraverso Chi ci mette in contatto con Sé e con loro. Ma Colui che fa questo, fa sì che gli uomini, partendo dai suoi ministri diano il loro contributo e giustifichino quanto per loro  stato fatto per la loro salvezza. Si sentono parole ormai svuotate, non aderenti alle realtà attuali, e nel dir questo non intendo in modo da adeguarsi a quel che il mondo desidera, ma riuscendo ad arrivare al cuore, sempre più ignaro e perplesso, degli uomini di oggi. Omelie mal fatte, protagonismi inutili, errori che pregiudicano l’armonia tra il gregge delle anime. Più stai in alto e più sei di esempio, e nessuno ne è esente, fino all’ultima pecorella. Ti capita di ritrovarti ai margini del mondo, ad ascoltare i lamenti e le rimostranze di persone che hanno le più svariate idee, ed ognuno ha diritto di cittadinanza. In pubblico si dicono le parole più includenti, globalizzanti, rasserenanti, ben sapendo che parole sono, e stupidi gli ingenui che non capiscono che altro non vi sia. Come quella signora di una compagnia commerciale che, mi invitava, visto che avevo compreso i meccanismi, che la loro offerta arrivava ora che stavo chiedendo il recesso del contratto. Non puoi chiedere al mondo quello che non può darti, e non puoi nemmeno passare la vita a girare in tondo, passando sempre per le stesse strade e morendo almeno una volta al giorno. Ma speriamo sempre che cambi qualcosa, innanzitutto dentro di noi, in modo da poter vedere con altri occhi ed essere contagiosi nella speranza. Tra poco è Natale e sarebbe bello che le stesse parole che salgono alla mente, portino qualcosa di diverso e più profondo, che inondino il cuore e svelino ciò che è vero, bello e giusto: ciò che è  e che deve essere.

 

 

Remo Rosati

22 Dicembre 2020

 

L’autore Remo Rosati si riserva ogni diritto sui brani contenuti sul sito e da lui firmati

 

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