Le lettere di Berlicche – C.S. Lewis – #27

Print Friendly, PDF & Email

C.S. Lewis

Le lettere di Berlicche

Traduzione di Alberto Castelli

ed. Mondadori

Le lettere di Berlicche

a J.R.R.Tolkien e a Mons. E Olgiati

XXVII

Mio caro Malacoda, a quanto pare, al presente mi stai concludendo molto poco. L’uso del suo “amore” per distrargli la mente dal pensiero del Nemico è, naturalmente, evidente, ma mostri di usarne in modo molto meschino, se mi dici che tutto il problema della distrazione e dell’instabilità della sua mente è ormai divenuto uno degli argomenti principali della sua preghiera. Ciò significa che in gran parte hai fatto fallimento. Allorché questa, o qualsiasi altra distrazione gli attraversa la mente tu dovresti incoraggiarlo a scacciarla con la pura forza della volontà e a tentare di continuare la preghiera normale, come se nulla fosse accaduto. Se invece accetta la distrazione come il problema attuale per lui e la presenta al Nemico, e ne fa il tema principale delle sue preghiere e dei suoi sforzi, tu, ben lontano dall’aver fatto bene, hai fatto male. Qualsiasi cosa, perfino il peccato, che ottenga l’effetto finale di portarlo più vicino al Nemico, lavora, tutto sommato, in nostro sfavore.

Una condotta che promette buoni risultati è la seguente. Ora che è innamorato, gli è sorta nella mente una nuova idea di felicità terrena: di qui una nuova urgenza nelle sue preghiere di semplice petizione – intorno a questa guerra e ad argomenti affini. È quindi ora il tempo di fargli sorgere difficoltà intellettuali intorno a preghiere di tal genere. Si deve sempre incoraggiare la falsa spiritualità. Partendo dalla ragione apparente che « la lode di Dio e la comunione con Lui è la preghiera vera », gli esseri umani possono spesso venire attratti a disubbidire al Nemico, il quale (nel suo solito modo di fare piatto, comune, privo d’interesse) ha chiaramente detto loro di pregare per il pane quotidiano e per la salute degli infermi. Naturalmente tu gli devi tener nascosto il fatto che la preghiera che chiede il pane quotidiano interpretata in un “senso spirituale” è una preghiera di cruda petizione né più né meno che in qualsiasi altro senso.

Ma dal momento che il tuo paziente ha contratto la terribile abitudine dell’ubbidienza, con ogni probabilità egli continuerà queste “crude” preghiere qualunque cosa tu faccia. Ma tu lo puoi inquietare ossessionandolo con il sospetto che la pratica è assurda e non può essere seguita da nessun risultato positivo. Non dimenticare l’uso dell’argomento « testa, vinco io, croce, perdi tu ». Se ciò per cui prega non avviene si avrà una nuova prova che le preghiere di petizione non raggiungono lo scopo; se avviene sarà naturalmente capace di vedere alcune delle cause fisiche che hanno condotto a quell’effetto che « perciò sarebbe capitato in un modo o nell’altro ». In tal maniera una preghiera esaudita è una prova, buona come una preghiera non esaudita, che tutte le preghiere sono inefficaci.

Per te, puro spirito, sarà difficile comprendere come sia possibile che egli cada in una confusione di questo genere. Ma devi ricordare che egli considera il tempo come una realtà finale. Egli suppone che il Nemico, come lui stesso, vede alcune cose come presenti, ne ricorda altre come passate, e altre anticipa come future; ovvero, pur credendo che il Nemico non vede le cose così, tuttavia, nell’intimo del cuore, considera ciò come una particolarità del modo di percepire del Nemico egli non pensa proprio (benché direbbe che lo pensa) che le cose come il Nemico le vede sono le cose come sono! Se tu tentassi di spiegargli come le preghiere umane di oggi sono una delle innumerevoli coordinate con le quali il Nemico armonizza il tempo di domani, egli risponderebbe che dunque il Nemico sapeva che gli uomini avrebbero fatto quelle preghiere e, se è così, essi non pregarono liberamente ma furono predestinati a farlo. Egli aggiungerebbe che il tempo di una data giornata può essere fatto risalire, attraverso le sue cause, alla originaria creazione della materia stessa – così che tutto l’affare, sia dalla parte dell’uomo sia da quella del-

la materia, è stabilito “dal principio”. Ciò che invece dovrebbe dire è, naturalmente per noi, evidente: che cioè il problema di adattare un tempo particolare a particolari preghiere è la semplice apparizione in due punti della sua maniera temporale di percezione, del problema totale di adattare l’intero universo spirituale all’intero universo corporeo; che la creazione opera nella sua interezza in ogni punto dello spazio e del tempo, o piuttosto che il loro genere di consapevolezza li obbliga ad affrontare l’atto creativo, intero e che basta a sé, come una serie di eventi successivi. Ver che quell’atto creativo lasci spazio per il loro libero arbitrio è il problema dei problemi, il segreto dietro il nonsenso del Nemico intorno “all’amore”. Come, poi, avvenga non è per nulla un problema;- poiché il Nemico non prevede gli esseri umani che danno i loro liberi contributi in un futuro, ma li vede agire così nel Suo illimitato ora. Ed è evidente che osservare un uomo fare una cosa non è fargliela fare.

Si potrebbe rispondere che alcuni scrittori umani che s’impicciano di tutto, soprattutto Boezio, hanno svelato questo segreto. Ma nel clima intellettuale che siamo finalménte riusciti a produrre per tutta l’Europa occidentale, non bisogna preoccuparsi di ciò. Soltanto i dotti leggono i libri vecchi e noi abbiamo trattato i dotti in tale maniera che, di tutti gli uomini, essi sono quelli che con minore probabilità diverranno più saggi, facendolo. Siamo riusciti a ciò inculcando il “punto di vista storico”. Il “punto di vista storico” significa, in poche parole, che quando un uomo dotto incontra una qualsiasi affermazione in un libro vecchio, la domanda che non si farà mai è se tale affermazione sia vera. Si chiede chi ha fatto sentire il suo influsso sul vecchio scrittore, e fino a qual punto l’affermazione s’accorda con ciò che ha detto in altri libri, e quale fase esso illustra nello sviluppo dell’autore, o nella storia generale del pensiero, e come incise su scrittori più recenti, e se è stato spesso capito male (particolarmente dai colleghi dell’uomo dotto), e quale è stata la tendenza generale della critica negli ultimi dieci anni, e quale è lo “stato attuale della questione”. Considerare l’antico scrittore come una possibile fonte di conoscenza – anticipare che ciò che egli disse potrebbe possibilmente modificare i tuoi pensieri o il tuo modo di comportarti – sarebbe rigettato come segno di un’indicibile semplicità di mente. E dal momento che noi non possiamo imbrogliare l’intera razza umana per tutta la lunghezza del tempo, ci è di suprema importanza tagliare ogni generazione fuori da tutte le altre. Dove infatti la cultura commercia liberamente fra le età sorge sempre il pericolo che gli errori caratteristici di una possano venir corretti dalle verità caratteristiche di un’altra. Ma grazie a Nostro Padre e al “punto di vista storico”, i grandi studiosi sono nutriti di passato tanto poco quanto la maggior parte degli zotici ignoranti che sostengono che « la storia son tutte balle ».

Tuo aftezionatissimo zio

Berlicche

Berlicche

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]